COSA E’ LA STEVIA?Si tratta di una pianta individuata nel 1887 dal botanico ticinese Moises Bertoni al margine di un’area paludosa del Paraguay orientale.Nel 1905 essa assume la denominazione ufficiale di Stevia. I Guaranì, popolazione indigena del Sud America, utilizzano questa pianta da secoli per dolcificare cibi e bevande. La particolarità di questa pianta risiede infatti nel potere dolcificante delle sue foglie. Una volta essiccate, se ne può ricavare lo stevioside, bianco come lo zucchero, ma con un potere dolcificante superiore a 300 volte al saccarosio. A differenza di quest’ultimo però, la Stevia non viene metabolizzata, non influisce sulla glicemia e non fa ingrassare, e le viene attribuita anche la capacità di prevenire la carie, regolarizzare la glicemia e la pressione arteriosa. LA SITUAZIONE ATTUALEOggi la Stevia viene comunemente impiegata in Asia, dove rappresenta il 75% del mercato dei sostituti dello zucchero, in Giappone, dove ad esempio entra nella produzione della Coca Cola light, nonché negli USA, dove esistono almeno 20 prodotti dietetici di marca a base di Stevia.E IN EUROPA?Ai sensi della legislazione comunitaria, qualsiasi nuovo alimento venga introdotto sul mercato deve ottenere la certificazione di “novel food” (Direttiva 258/97). In realtà però le Autorità europee hanno respinto sino ad oggi le istanze di certificazione, adducendo la motivazione della carenza di elementi che provino la non tossicità di questa pianta.Dal 1998 al 2002 l’Unione Europea ha finanziato nella Spagna meridionale un progetto di ricerca teso ad ottimizzare le tecniche di coltivazione di questa pianta, sotto la direzione del dott. Udo Kienle di Stoccarda. Non è stato però ancora pubblicato nulla sugli esiti di tale progetto. PERCHÉ?L’introduzione di nuovi alimenti sul mercato non è di per sé un’impresa semplice.La Stevia rappresenta senza dubbio una potente concorrente dello zucchero; non può essere monopolizzata e dunque fatta propria da gruppi multinazionali che spingano per la sua autorizzazione. Gli studi sinora condotti in Giappone evidenziano l’assenza di tossicità, che invece risulta da un unico studio condotto dall’Università dell’Illinois nel 1984 (Pezzuto, Chicago) e che spesso viene citato dai detrattori della Stenia, anche se nel frattempo la sua validità è stata messa fortemente in dubbio dai ricercatori dell’Università del Sussex (Brighton). Diversi scienziati, ad esempio in Giappone, dispongono però di elementi assolutamente favorevoli per un’introduzione di questa pianta nella nostra alimentazione. ll dott. Daniel Mowrey, Direttore dell’“American Phytotherapie Research Laboratory“, sottolinea come solo poche sostanze possano vantare una serie così ampia di risultati favorevoli circa l’assenza di elementi tossici. IL GRUPPO DI LAVORO ALTOATESINOvuole diffondere in modo assolutamente indipendente le informazioni esistenti sulla Stevia, collegandosi con le istanze che in tutta Europa lavorano per ottenere la certificazione necessaria all’impiego alimentare di questa pianta.VOGLIA DI STEVIA?Oggi in Europa chiunque può coltivare questa pianta, ma non è possibile la vendita dell’estratto ricavato dalle foglie. Questo però è disponibile ad esempio nella vicina Svizzera, mentre in Paesi europei come la Germania viene commercializzato come cosmetico, senza poterne indicare le proprietà alimentari.LA STEVIA IN INTERNETEcco alcuni indirizzi da visitare:www.prostevia.ch www.freestevia.de www.medizin.de www.stevia.net www.medherbs.de Gli aggiornamenti sulla campagna di informazione vengono pubblicati sui seguenti siti: www.asterisk.it www.gelateriaavalon.com www.centroconsumatori.it Aggiornato il 1.7.2008 |
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